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Le foto e le indicazioni storiche religiose su ciascuno dei sette Arcangeli presenti nella chiesa san Michele a Vasto in provincia di Chieti |
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SAN MICHELE ARCANGELO “Quis sicut Deus?”
“Chi è come Dio?”, San
Michele combatte infatti lo spirito di superbia e di ambizione, il peccato
originale! Con l’umiltà è un volontario abbassamento
di sé, avendo riconosciuto la propria debolezza (San Bonaventura).
In mezzo alla indecisione degli angeli nella loro prova risuonò
il grido di San Michele. “Quis sicut Deus?”.
Egli si gettò in una fede incrollabile sulle parole di Dio contro
Lucifero, richiamò a ragione gli angeli ancora rimasti fedeli
e creò la divisone: Qui Dio, là Lucifero. Egli si gettò
nella lotta non con le sue forze, ma con la forza di Dio. L’amore
di Dio, come la divina potenza egli scagliò su Lucifero e lo
trasformò in serpente, sullo spaventoso Dragone. Con la forza
dell’amore di Dio egli precipito il drago, l’antico serpente
nell’abisso fino alla fine dei tempi, quando egli per ordine di
Maria, sua Regina, lo scaglierà nel punto più lontano
da Dio. Dall’inizio della lotta nella creazione e fino alla fine
del combattimento egli rimane sulla terra. Per questo egli, san Michele,
è il Patrono di coloro che combattono e dei moribondi. Egli accompagna
le anime al giudizio in una veste blu oscura ed è il Patrono
del Sacramento dell’Olio Santo. Accanto ai moribondi invochiamo
lui e tutti i suoi angeli. Da angelo custode di Israele san
Michele è ora l’angelo custode della santa Chiesa.
Papa Leone XIII in una visione vide l’infuriare del demonio in
tutte le regioni contro la Chiesa alla fine dei tempi e poi san Michele
arcangelo, come ricacciava di nuovo il demonio con le sue schiere di
nuovo nell’abisso dell’Inferno. Per questo il Papa stesso
compose una preghiera a san Michele e ordinò che essa fosse recitata
dopo ogni santa Messa. Perciò è certo che il decadimento
della Chiesa e della santa Messa dopo aver tolto la preghiera come pure
l’allontanamento dell’Arcangelo nella recita del Confiteor
ne fu la conseguenza! Egli porta come suo simbolo la bilancia nellamano
sinistra e la spada fiammante nella sua destra. La sua festa è
il 29 settembre. |
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ARCANGELO
GABRIELE
L’arcangelo Gabriele, “Potenza di Dio”, combatte la Mammona, lo spirito dell’avidità e la ricerca del guadagno (Mt 6, 19-34 e Lc 16, 1-17). Con la libera donazione per amore di Dio superiamo questo peccato. “Dio ama un generoso donatore (Prov 11, 24-22,9 e 2Cor 9,6). Con la stessa misura con cui hai misurato sarai a tua volta misurato (Luca 6, 38). E’ più beato colui che dona che colui che riceve! San Gabriele è il messaggero di Dio. Dio affidò a Lui il più grande messaggio di gioia della storia umana, il messaggio della speranza. Nella pienezza dei tempi, nel punto culminante di tutto il fatto della creazione egli è il messaggero, al quale Dio affidò il giusto compimento del suo piano. A lui Dio diede la fiducia di portare sulla terra a Maria la purissima e la più umile serva di tutta l’umanità, il messaggio della Incarnazione di Dio, del suo caro Figliolo. Egli entrò da Maria e disse “Haire Keharitomene” Ave o bellissima per la grazia che è in te, il Signore è con te”. Maria si spaventò a questo saluto (Luca 1, 28). Egli adorò per primo il figlio di Dio fatto uomo in Maria e il messaggero di Dio cadde in ginocchio. Zaccaria però dovette sperimentare il suo rigore e la sua potenza. Quando Zaccaria dubitò delle sue parole all’annunzio di Giovanni, egli lo chiuse nel mutismo (Luca 1,18). Egli è il fedele messaggero e aiutante dei sacerdoti, dei consacrati a Dio, dei servi e delle serve di Dio. Nella sua mano sinistra egli tiene la rosa senza spine che portò a Maria e prese a firiore in Maria. La sua festa è il 24 marzo. Preghiera: |
ARCANGELO
RAFFAELE
L’arcangelo Raffaele, Medicina
di Dio”, “freccia dell’amore di Dio, combatte lo spirito
dell’impurità, della scostumatezza e della mancanza di
pudore. Già alla apparizione della Salette nel 1846 la Madonna
disse: “Moltissimi monasteri non sono più case di Dio,
ma i pascoli di Asmodeo”. Con lo sguardo all’Immacolata,
sotto la sua protezione e con il suo aiuto noi diventeremo puri nel
corpo e nell’anima e vinceremo il peccato della lussuria. San
Raffaele è l’angelo dell’amore, del conforto, della
salute, della scelta. Simile al suo amore il nostro cuore deve salire
come una freccia al Cuore di Dio, nascondersi dentro e rimanervi per
sempre ancorato. San Raffaele ci aiuta a distinguere il vero amore dall’amore
fugace. Il vero amore copre tutto con la mitezza. Esso crede tutto,
spera tutto, sopporta tutto, non finisce mai (1Cor 13,7). Esso si rallegra
sempre nel Signore. L’amore è il vincolo dello Spirito
Santo che abbraccia il Padre e il Figlio ed è Persona. Egli porta
la potenza dell’amore dal quale tutto proviene. A lui e ai suoi
angeli è affidato il sacramento dello Spirito Santo, la Santa
Cresima. Come custode della Santa Cresima e servo dello Spirito Santo
egli indossa una veste di fuoco fiammeggiante di amore. L’arcangelo
Raffaele accompagnò il giovane Tobia nel suo viaggio. Egli è
il patrono dei viandanti, dei camminatori e profughi, dei medici, della
gioventù, degli sposi e dei sacerdoti. Egli implora la grazia
della sapienza, dell’intelletto, della scienza, del consiglio,
della fortezza, della pietà e del santo timore di Dio. Lo si
deve invocare nelle decisioni importanti, nei viaggi, nelle operazioni,
contro scelte sbagliate, contro cibi e medicine avvelenate, contro ogni
mancanza di amore. Nella sua mano destra egli porta il bastone di pellegrino
e nella sinistra il vaso dell’unguento. La sua festa è
il 24 ottobre. |
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L’ARCANGELO
URIELE
L’arcangelo Uriele, “Fuoco di Dio”, combatte lo spirito dell’ira, dell’odio, e dell’impazienza. Con la dolcezza e la pazienza noi vinciamo e leghiamo questo spirito cattivo. E’ mite e paziente. Chi non si adira per amore verso Dio, quando gli viene fatto un torto, che sopporta volenterosamente senza adirarsi le contrarietà della vita. “Imparate da me, che sono mite ed umile di cuore, e troverete riposo alle vostre anime”. Santo Uriele ci circonda con la sua corona ardente di amore, di pazienza e di bontà. Egli custodisce tutti i luoghi di apparizioni e arricchiti di grazie. Già nel quarto secolo Sant’Uriele viene ricordato nel martirologio. Egli tiene nella sua mano sinistra la fiaccola ardente, l’ardente fiamma dell’amore di Dio. Il Signore ha detto infatti: ”Io sono venuto a mettere il fuoco sulla terra e che cosa voglio se non che si accenda!” ( Luca 12, 49). Che esso arda nei nostri cuori. Il fuoco della grazia e dell’amore di Dio. Quanto sia grande il suo desiderio di questo lo vediamo nel suo Sacramento dell’Eucarestia. Là c’è il suo amore. Là noi dovremmo trovare la grazia, perché il fuoco dell’amore diventi in noi luce viva e splenda nelle tenebre. Se noi ci prostriamo umilmente adorando con riconoscenza e rispetto davanti a Dio in questo Santo Sacramento, allora anche in noi arderà il fuoco dell’amore di Dio e diventerà luce. Preghiera: |
ARCANGELO
SEALTIELE
L’arcangelo Sealtiele, “Preghiera a Dio”, combatte lo spirito dell’intemperanza e della smoderatezza nel bere. L’intemperanza porta ad ogni sorta di peccati e di delitti. Il Salvatore ci ammonisce: “Badate che i vostri cuori non vengano oberati da crapule, intemperanze e dalle preoccupazioni di questa vita, e quel giorno vi sorprenda improvviso” (Luca 21, 34). Noi dobbiamo contrapporre a questo vizio la virtù della temperanza e della rinuncia. Esse portano a un intelletto più lucido, a una volontà forte, a nuove virtù, al perdono dei peccati, esaudimento delle preghiere, a grazie straordinarie e alla vita eterna. Per la sua intercessione interi territori in ambiente di missione furono liberati dal peccato di intemperanza nel bere. Questo ha ottenuto un sacerdote nelle missioni, dove egli aveva fatto conoscere questo arcangelo e aveva invocato il suo aiuto. Sealtiele come portatore di grazie porta nella sua mano destra una coppa di fiori, segno della gloria, della vita con Dio. A suor Josepha Menedez Gesù disse: “la gioia in Dio è la chiave di tutte le grazie!”. La gioia della vita nella vita di fanciulli di Dio si specchia in lui. Il sapersi nascosti completamente nella paterna bontà di Dio, l’ardente amore di Maria e il coraggio nel combattere per Iddio e per Maria, tutto questo si fa con l’arcangelo Sealtiele. Il donante amore di Dio anch’esso si specchia in lui e noi dobbiamo invocarlo insieme ai suoi angeli per gli sposi, affinché essi possano sempre dire di sì nella sua forza e con il suo aiuto ad ogni nuova vita, alla vita affidata da Dio e da Lui donata. Preghiera: |
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ARCANGELO
GEUDIELE
L’arcangelo Geudiele,
“lode a Dio”, combatte lo spirito dell’invidio e
della gelosia. Lo spirito dell’invidia si diresse contro la
prestanza di Maria, perché da lei doveva uscire l’Incarnazione
della seconda divina persona. Il diavolo dell’invidia si mise
contro il decreto di Dio. In vari esorcismi il secondo demonio in
grandezza si è pronunciato come l’antagonista dell’arcangelo
Geudiele. Il peccato di invidia è l’essere geloso del
bene del prossimo. Un tempo nell’Antico Testamento i suoi fratelli
volevano togliere di mezzo Giuseppe per invidia perché era
il figlio prediletto di Giacobbe. L’invidia rese ciechi i farisei
di fronte alla santità e alla potenza miracolosa del Figlio
di Dio. La loro invidia diventò odio contro il Signore e lo
condannò a morte. Noi riusciamo a vincere l’invidia con
l’amore verso Dio, i suoi comandamenti e il prossimo, con la
benevolenza, accettando e riconoscendo il prossimo e anche l’odio
e il fanatismo si vince con l’amore verso Dio. Il santo arcangelo
Geudiele è la nostra guida e il nostro aiuto. La sua incondizionata
accettazione del decreto divino e il suo zelo nell’eseguire
i divini comandi sigillò la sua eterna alleanza con Dio. Perciò
egli glorifica ed esalta per tutta l’eternità Iddio e
incorpora nell’amore la viva lode di Dio. Il popolo eletto dell’Antico
Testamento ha rotto l’antica alleanza e l’ha rifiutata.
Nel Nuovo Testamento siamo noi tutti chiamati a ricevere la corona,
che Geudiele tiene nella sua mano destra, il segno della ricompensa
divina a coloro che sono fedeli a Dio e lo lodano. Come San Paolo
scrive a Timoteo: “Ora mi aspetta la corona di giustizia, che
il Signore, giusto giudice, mi darà in quel giorno. Ma non
solo a me, ma anche a tutti coloro che hanno atteso con amore la sua
venuta” (2 Tim 4,5). |
ARCANGELO
BARACHIELE
L’arcangelo Barachiele,
“Benedizione di Dio”, combatte lo spirito dell’accidia
e della superficialità religiosa, e la tiepidezza. Con lo zelo
per il bene e con tutta serietà nell’impegno per la propria
santificazione noi possiamo affrontare questo vizio. Lo zelo nel bene
è necessario alla santità alla beatitudine, perché
“il Regno dei Cieli soffre violenza, e solo i violenti ( i forti
) lo rapiscono”. Altrove Gesù dice: “Non quelli
che mi dicono Signore, Signore, entreranno nel Regno dei Cieli, ma
coloro che fanno la volontà del Padre Mio, che è nei
Cieli” (Mt 7,21).
Preghiera: |
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